venerdì 24 febbraio 2012

Ci vediamo a casa

E anche questo Sanremo è passato. So che è un programma poco rappresentativo della musica "vera", però resta una tradizione importante dell'Italia..quelle canzonette che in fondo cantiamo tutti sotto la doccia. Quest'anno mi è piaciuto poco, ho trovato inutile il Morandi-Bis, estremamente noioso. Per non parlare degli interventi di Celentano, di cui francamente nessuno sentiva la necessità. Anche per una cosa banale come sanremo, si denota la caratteristica del nostro paese: un' Italia vecchia, immobile, asfittica. Un paese dove, come dice Ligabue, "il futuro sembra in apnea". E ti credo vedi il festival e trovi come protagonisti sul palco Morandi e Celentano, che con tutto il rispetto per le persione anziane e la loro saggezza, ma andavano di moda ai tempi di mia nonna..e che diamine un minimo di cambiamento! Le canzoni molto mediocri quest'anno..salvo Noemi, Arisa, e soprattutto mi ha colpito molto Dolcenera..con "Ci vediamo a casa", un pezzo fortissimo che ti vien voglia di ballare, e cantato con un misto di rabbia e dolcezza, nel tipico stile della cantante pugliese.

 E chissà perchè questa canzone mi fa pensare a te, ora piu che mai.







martedì 14 febbraio 2012

Amore a prima vista














"AMORE A PRIMA VISTA"

In occasione di S. Valentino ho deciso di postare quest'anno una poesia di una scrittrice scomparsa da poco, tra l'altro celebrata da Saviano nel programma di Fabio Fazio. Ha letto una poesia bellissima, molto romantica..che mi ha fatto quasi venire voglia di scrivere poesie, talmente mi ha colpito. 


Sono entrambi convinti
che un sentimento improvviso li unì.
E' bella una tale certezza
ma l'incertezza è più bella.

Non conoscendosi prima, credono
che non sia mai successo nulla fra loro.
Ma che ne pensano le strade, le scale, i corridoi
dove da tempo potevano incrociarsi?

Vorrei chiedere loro
se non ricordano -
una volta un faccia a faccia
forse in una porta girevole?
uno "scusi" nella ressa?
un "ha sbagliato numero" nella cornetta?
- ma conosco la risposta.
No, non ricordano.

Li stupirebbe molto sapere
che già da parecchio
il caso stava giocando con loro.

Non ancora del tutto pronto
a mutarsi per loro in destino,
li avvicinava, li allontanava,
gli tagliava la strada
e soffocando un risolino
si scansava con un salto.

Vi furono segni, segnali,
che importa se indecifrabili.
Forse tre anni fa
o il martedì scorso
una fogliolina volò via
da una spalla all'altra?
Qualcosa fu perduto e qualcosa raccolto.
Chissà, era forse la palla
tra i cespugli dell'infanzia?

Vi furono maniglie e campanelli
in cui anzitempo
un tocco si posava sopra un tocco.
Valigie accostate nel deposito bagagli.
Una notte, forse, lo stesso sogno,
subito confuso al risveglio.

Ogni inizio infatti
è solo un seguito
e il libro degli eventi
è sempre aperto a metà.

(Wislawa Szymborska, La fine e l'inizio, Scheiwiller)